Dal paradiso naturale delle Seychelles al fascino di Doha
Dal paradiso naturale delle Seychelles al fascino di Doha

Dal paradiso naturale delle Seychelles al fascino di Doha

Un viaggio da sogno tra Oceano Indiano e la Penisola Arabica, tra le Seychelles e il Qatar

Un  tra Seychelles e il Qatar sa coniugare la fuga d’amore in un paradiso tropicale immacolato, lussureggiante, e la scoperta di un territorio d’antica cultura, dal suadente fascino mediorientale, e della sua capitale, metropoli slanciata verso il futuro eppure saldamente radicata alla propria identità araba.

La prima parte del viaggio inanella le mete imperdibili delle Seychelles: la granitica Praslin, al cui interno, nella  Vallée de Mai, Patrimonio UNESCO, s’aggroviglia una fittissima foresta tropicale, dove prosperano 1400 esemplari di Lodoicea maldivica, o Coco de Mer, pianta endemica che produce frutti, simili a bacini femminili, che arrivano a pesare fino a 25 kg e contengono il seme più grosso di tutti gli esseri viventi vegetali; La Digue, cinta da una barriera corallina, resa iconica dai grossi massi granitici levigati che disseminano le sue spiagge da sogno; Mahé, l’isola più grande dell’arcipelago, famosa per gli arenili di talco, il mare divino, l’entroterra montano lussureggiante, incluso nel Morne Seychellois National Park, e lo sgargiante scenario culturale, di matrice creola, che colorisce di tinte coloniali la capitale Victoria, col tempio Indù, testimonianza della presenza di molti coolies indiani, la britannica Clock Tower, il Selwyn Market, il porto e il giardino botanico.

A Doha si accede alla dimensione sospesa, estasiante, di una città modernissima in cui, però, aleggia un’atmosfera da secoli trascorsi, da via dell’Incenso, beduina e persiana insieme.  La stessa narrata nel Museum of Islamic Art, ospitato in un superbo edificio, progettato nel 2008 dal noto architetto modernista sino-americano I. M. Pei a partire dal canone musulmano, che documenta 14 secoli di arte islamica, includendo l’intero bacino di questa formidabile civiltà, dall’Himalaya all’Andalusia. Da non perdere, poi, le opere scultoree contemporanee site specific o l’Al Zubarah, un emporio fortificato, Patrimonio dell’UNESCO, che rivestì un’importanza centrale per il commercio di perle attraverso lo stretto di Hormuz.

Se poi si aggiungono, all’itinerario già di per sé entusiasmante, le strutture ricettive, resort e hotel, di incomparabile charme e finezza, l’incanto è assicurato.


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