Racconti di Viaggio

California on the Road & Polinesia

23 Marzo 2020


Il viaggio di nozze di Debora & Matteo
Agosto - Settembre 2019



Quando si progetta un viaggio di nozze, credo che la sensazione che spinge nella scelta sia una sola … questo viaggio deve essere INDIMENTICABILE…


E’ così che ci siamo trovati a fondere due destinazioni alquanto differenti ma che eravamo sicuri, ci avrebbero regalato delle emozioni irripetibili sulle note di un unico denominatore...la Natura e la scoperta di come l’evoluzione abbia portato la Terra a mostrarsi in creazioni così diverse….


Ed è proprio una natura straordinaria quella offerta dai parchi della California con le sue 280 aree protette, è uno degli stati americani naturalisticamente più ricchi e paesaggisticamente più diversificati…distese sconfinate, il selvaggio west, verdi foreste, canyon vertiginosi, alberi millenari, aridi deserti e depressioni saline…


Prima tappa San Francisco, la quarta città della California e forse la metropoli meno americana… città caratterizzata da innumerevoli sali e scendi e da tram sicuramente poco moderni!! 
Salutiamo “Frisco” percorrendo il Golden Gate Bridge…la Natura ci chiama!! E non siamo rimasti delusi …all’improvviso vediamo aprirsi all’orizzonte tornanti e vie tortuose che si spalancano su scorci meravigliosi: Welcome To Big Sur! Consapevoli di aver assaporato solo in parte quella natura che tanto aspettiamo, ci riempiamo gli occhi di cascate che si tuffano su baie circondate da scogliere che si ergono salde dinnanzi all’impetuosità dell’oceano, ci scaldiamo al sole sentendoci un po' come quelle otarie oziose che ammiriamo sporgendoci dal Brixie Bridge e proseguiamo…. Ci aspetta la Death Valley con il suo punto panoramico a 1669 mt slm chiamato Dante’s View da dove si scorge il Devils Golf Course una distesa di sale dove, leggenda dice, che solo il Diavolo sarebbe in grado di giocarci a golf… e possiamo capire bene il perché!!


Ogni parco che attraversiamo ha il suo perché…Il Gran Canyon è una gola creata dal fiume Colorado nell’Arizona settentrionale lungo 450km, uno dei primi parchi nazionali degli Stati Uniti d’America. La Monument Valley…la terra dei Navajo ai confini tra Utah e Arizona…mentre il silenzio ci aiuta ad immaginare antichi canti indiani, le emozioni provate si mescolano a ricordi di scene viste al cinema o a racconti in libri che narrano storie del Far West.


L’Antelope Canyon…un’altra meraviglia della natura… camminare tra queste rocce dai mutevoli colori del violetto e dell’arancio create ed erose dall’azione dell’acqua e del vento…


Dopo essere tornati indietro nel tempo attraverso la scoperta di formazioni rocciose, ci spostiamo verso il mondo delle acque…la Polinesia Francese!!


Si narra che Pere, la dea polinesiana dell’acqua, custodiva l’oceano in un’anfora ed ogniqualvolta lei volesse spostarsi tra le bianche sabbie che cingono l’arcipelago delle Tuamotu, dovesse versare un po' d’acqua ai suoi piedi ….Fu così che danzando sul mare raggiunse terre lontane e gli oceani avvolsero il mondo…


La Polinesia Francese, sono di ogni viaggiatore, ammalia a prima vista… non in quanto selvaggia ma in quanto pura…è una sensazione che si respira nell’aria mentre si osservano queste terre disegnate sull’acqua.… Un seme trasportato dal vento e dalle correnti è approdato su queste finissime sabbie di corallo per dare origine alla vita… in un giorno qualsiasi di ieri o di domani, si perché qui il cambiamento è continuo, man mano che le palme crescono, dal mare sorgono nuove terre mentre altre se ne vanno soffocate dall’inarrestabile movimento delle acque…sorte milioni di anni fa dalle dorsali del Pacifico.


Ed eccole… le ammiriamo per la prima volta con il naso schiacciato sul finestrino del nostro “aereo”… Tahiti e Moorea, le isole del vento e Bora Bora, sicuramente l’isola dei sogni per antonomasia. Arrivati in aeroporto veniamo accolti da ghirlande di fiori… e non è servito molto tempo per capire perché molti artisti famosi, quali Gauguin, abbiano trovato ispirazione da queste isole, dal bianco e rosa delle spiagge, dalle verdi valli dove veniva coltivata la vaniglia, dal bianco del fiore simbolo del Tiarè…


Mentre scende la sera, dal villaggio arriva il suono dei tamburi che accompagnano il Tamure la sensualissima danza polinesiana che aveva letteralmente rapito i primi viaggiatori occidentali… e mentre ci godiamo i colori che ci regala il giorno che finisce, non possiamo che attendere l’alba del giorno seguente dove ci sentiermo forse ancor più piccoli di fronte a tanta bellezza ma grandi del nostro Amore.


Matteo & Debora


Story written by Chiara

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